La Sapienza è la Croce - Cuorinaviganti

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La Sapienza è la Croce

Testimoni del Risorto > Mezzi Spirituali

di S. Luigi Maria Grignion de Montfort


CAPITOLO I
PER AMARE E RICERCARE LA SAPIENZA È NECESSARIO CONOSCERLA


I. Necessità di conoscere la divina Sapienza

[8] Si può forse amare ciò che non si conosce? Si può  amare ardentemente ciò che si conosce soltanto imperfettamente? Perché si ama tanto poco la Sapienza eterna ed incarnata, líadorabile Gesù? Perché non la si conosce affatto o pochissimo. Non c'è quasi nessuno che studi quanto occorre, con l'Apostolo [8], l'eminente scienza di Gesù: la più nobile, dolce, utile e necessaria fra le scienze e le conoscenze del cielo e della terra.

[9] 1) Fra le scienze è, innanzitutto, la più nobile perchè ha per oggetto quanto vi è di più nobile e sublime: la Sapienza increata ed incarnata. Essa racchiude in sé tutta la pienezza della divinità e dell'umanità, quanto vi è di grande nel cielo e sulla terra, tutte le creature visibili ed invisibili, spirituali e corporali.
S. Giovanni Crisostomo dice che Nostro Signore è un riassunto delle opere di Dio, un quadro sintetico di ogni sua perfezione e di quelle che sono nelle creature.
«Gesù Cristo, Sapienza eterna, è tutto ciò che tu puoi e devi desiderare. Desideralo, cercalo perché è l'unica perla preziosa per acquistare la quale non devi esitare a vendere tutto ciò che hai» [9].
«Chi vuol gloriarsi si vanti di questo, di avere senno e di conoscere me» [10]. Il sapiente non si vanti della sua sapienza, né il forte della sua forza, né il ricco delle sue ricchezze, ma chi si vanta trovi la sua gloria nel conoscere me e non già nel conoscere altre cose.


[10] 2) Nulla è più dolce della conoscenza della divina Sapienza. Beati quelli che l'ascoltano. Più beati quelli che la desiderano e la cercano. Ancor più beati quelli che custodiscono le sue vie, gustano in cuore tale dolcezza infinita che è la gioia e la felicità dell'eterno Padre e la gloria degli angeli.
Se si sapesse quale piacere gusti l'anima, nel conoscere la bellezza della Sapienza, nel nutrirsi di lei [11], si esclamerebbe con la sposa del Cantico: «il latte del tuo petto è più dolce di un vino delizioso» [12] e di tutte le dolcezze delle creature; questo, soprattutto, quando rivolge alle anime che la contemplano queste parole:

«Gustate e vedete... [13]
Mangiate, amici, bevete;
inebriatevi, o cari... [14],
perché la sua compagnia non dà amarezza,
né dolore la sua convivenza,
ma contentezza e gioia [15]».


[11] 3) Tale conoscenza è anche la più utile e necessaria, perché la vita eterna consiste nel conoscere Dio e il suo Figlio Gesù Cristo [16].
«Conoscerti - dice l'autore sacro, rivolgendosi alla Sapienza? è giustizia perfetta; conoscere la tua potenza è radice di immortalità» [17]. Vogliamo davvero possedere la vita eterna? Impariamo a conoscere l'eterna Sapienza.
Vogliamo avere la perfezione della santità in questo mondo? Cerchiamo di conoscere la Sapienza.
Vogliamo piantare nel cuore la radice dell'immortalità?Abbiamo nello spirito la conoscenza della Sapienza. Conoscere Gesù Cristo, la Sapienza incarnata, è sapere abbastanza. Sapere tutto e non conoscere Lui, è non saper nulla [18].
[12] Che serve all'arciere saper tirar la freccia accanto al bersaglio, se non sa tirarla proprio al centro? A che cosa ci serviranno tutte le altre scienze necessarie per la salvezza, se non abbiamo quella di Gesù Cristo, l'unica necessaria, centro a cui tutte le altre devono convergere? Benchè il grande apostolo sapesse tante cose e fosse tanto versato nelle lettere umane, tuttavia confessava: «Io ritenni di non sapere altro se non Gesù Cristo e questi crocifisso» [19].
Perciò diciamo con lui: «Quello che poteva essere per me un guadagno, l'ho considerato una perdita a motivo di Cristo. Anzi, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore...»20. Adesso vedo e sperimento che questa scienza è così eccellente, deliziosa, proficua e mirabile, che non tengo in nessun conto le altre che una volta m'erano tanto piaciute. Queste mi sembrano ora così vuote e ridicole, che trastullarsi con esse è perder tempo. «Dico questo perché nessuno vi inganni con argomenti seducenti... Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri» [21]. Vi dico che Gesù Cristo è l'abisso di ogni scienza, affinché non vi lasciate ingannare né dalle belle e magnifiche parole degli oratori né dalle sottigliezze così ingannevoli dei filosofi.«Ma crescete nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo» [22]. Ora, affinché possiamo tutti crescere nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, la Sapienza incarnata, di Lui parleremo nei capitoli seguenti, dopo aver distinto diverse specie di sapienza.

II. Vari tipi di Sapienza

[13] Stando al significato della parola, sapienza vuol dire in genere «scienza sapida», cioè gusto di Dio e della sua verità [23].
Vi sono diversi tipi di sapienza.
Bisogna, anzitutto, distinguere la vera dalla falsa sapienza: la vera è il gusto della verità senza menzogna o travestimento; la falsa è il gusto della menzogna velata dall'apparenza di verità.
Quella falsa è la sapienza o prudenza del mondo, e lo Spirito Santo [24] la distingue in terrena, carnale e diabolica.
La vera sapienza si distingue in naturale e soprannaturale. Quella naturale è la conoscenza delle cose naturali viste in modo eminente nei loro principi; la soprannaturale è la conoscenza delle cose soprannaturali e divine nella loro origine.
La sapienza soprannaturale si divide in sostanziale e increata, ed in accidentale e creata. Quella accidentale e creata è la comunicazione che la sapienza sostanziale ed increata fa di se stessa agli uomini, cioè è il dono di sapienza. La sapienza sostanziale ed increata, invece, è il Figlio di Dio, la seconda Persona della SS. Trinità, cioè la Sapienza eterna nell'eternità, e Gesù Cristo nel tempo. Sarà di questa Sapienza eterna che verremo discorrendo.

III. Piano dell'opera

[14] La contempleremo risalendo alle sue origini, nell'eternità, dimorante nel seno del Padre, quale oggetto delle sue compiacenze.
La vedremo nel tempo, rifulgente durante la creazione dellíuniverso.
Poi la considereremo totalmente umiliata nell'incarnazione e nella sua vita mortale, per ritrovarla gloriosa e trionfante nei cieli.
Concluderemo esaminando i mezzi necessari per acquistarla e conservarla
Lascio perciò ai filosofi gli argomenti della filosofia, perché non servono ; lascio agli alchimisti i segreti della sapienza mondana. «Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienzaÖ» [25]. Parleremo dunque della vera sapienza, della Sapienza eterna, increata ed incarnata, alle anime perfette e predestinate.

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