Il mio viaggio in Malawi - Cuorinaviganti

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Il mio viaggio in Malawi

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IL MIO VIAGGIO IN MALAWI...

Africa: un sogno che è diventato realtà. Condividere questo sogno con mio marito ha raddoppiato la gioia, mi ha reso ancora più cosciente del tempo di grazia che Nostro Signore mi sta concedendo.
Vivere i giorni in Malawi con la costanza della preghiera comunitaria ha reso questo viaggio ancora più bello e significativo. Osservare, scrutare, respirare la realtà del Malawi mi ha fatto comprendere quanto siamo " fortunati ", quanto io sono e vivo nella Grazia di Dio!
Ringraziando il Cielo finora il cibo non mi è mai mancato, l’amore e l’affetto dei miei cari c’è sempre stato. Ricordo che quando ero piccola mi piaceva molto giocare con i bambolotti "a fare la mamma", lì invece il gioco è realtà. Le bimbe che hanno fratellini o sorelline più piccole si prendono cura di loro, ancora di più nel caso in cui uno dei genitori è morto o scappato dopo la dipartita del proprio coniuge! Mi ha colpito molto questa costante …
Sono meravigliose quelle bimbette-mamme, non scorderò i loro volti e atteggiamenti. Io, ragazza ventinovenne, che la mamma l’ho persa qualche mese fa, sento di poter solo ringraziare il nostro buon Dio. Forse vi chiederete perché..bhè..il Signore mi ha concesso la Grazia di vivere insieme a lei finora, di poterle essere vicino e aiutarla nella malattia. Soprattutto mi ha concesso la grazia di avere una madre (meravigliosa) accanto che è riuscita a donarmi il suo amore, i suoi sorrisi e ad insegnarmi molto nonostante tutti i limiti fisici dovuti alla malattia. Me l’ha concesso da quando ero piccolina, invece, molte delle bimbe africane che ho incontrato, questa grazia, non ce l’hanno.
E’ impressionante scoprire che esistono bimbi che non riescono a sorridere..poi però ci si rende conto che anche in quella parte sperduta del mondo ci sono i soliti birbanti che cercano di rubarti il cuore!
Gran parte della gente vive in condizioni che noi tutti definiremmo penose: faticano per un piatto di polenta di mais e qualche pescetto, vivono in capanne costruite con terra o mattoni, tetti di paglia nella maggior parte dei casi, i più benestanti in lamiera, si lavano  nel lago, camminano a piedi nudi… Nonostante tutto hanno una gioia dentro che va al di là delle sofferenze ( e ricordiamoci che difficoltà non significa: mi è saltato l’appuntamento dal parrucchiere o mi si è spezzata un’unghia! ). Una gioia che esplode, per i neri cristiani, durante la celebrazione Eucaristica. Cantano, ballano, lodano il Signore con il cuore e con tutta l’anima! La prima messa alla quale ho partecipato ho pensato: " Meno male Signore mio che hai loro! Guarda un po’ quanto ti vogliono bene!!! ". Noi in Italia abbiamo la grazia di poter partecipare alla Santa messa ogni giorno e la maggior parte di noi ci va solo la domenica. In Africa ci sono luoghi, villaggi, dove la Santa messa è celebrata una volta ogni due mesi..quando va bene!!!
Ho cercato di " acchiappare "e respirare la loro gioia nel lodare il Signore per riempire il mio cuore.
Pensate che anche i carcerati, i quali sono colpevoli semplicemente di aver rubato una gallina per la troppa fame o di aver avuto una discussione troppo animata con un’altra persona ( nella maggior parte dei casi ), tirano fuori la gioia nel lodare Dio! I nostri carcerati, colpevoli di ben altro, scontano la loro pena in prigioni che a confronto sono resort a cinque stelle. Non credo che si riescano a descrivere gli odori del carcere che abbiam visitato, basta solo dire, per rendere un po’ l’idea, che ci vuole un gran fegato per resistere! " I nostri " carcerati malawiani sono circa 300 e vivono ammassati in quattro cameroni di circa 30-40 m

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